Islands diary of ik7imo

Isole e Fantasia

...per quel bambino il mondo iniziava dietro i vetri della casa paterna e finiva alle Isole Chéradi, isole che si guardano e non si toccano mai. Chissà perchè le fantasie del bambino avevano sempre come ambientazione un'isola? Forse le Chéradi condizionavano il suo pensiero ed il suo orizzonte o forse il concetto stesso "finito", di un'isola, gli permetteva di sognare a occhi aperti ma in una dimensione chiusa, con limiti ben netti quali solo un'isola può avere. Le Fantasie sulle Isole il bambino le riversava su ciò che i suoi occhi avevano visto fino a qualche minuto prima, prima di aprire l'atlante e di cominciare a seguire con il dito e con gli occhi le rotte per raggiungere le isole più strane e lontane dei cinque continenti. La Fantasia faceva immaginare le lontane Kerguélen, la vicina Zante, Sable Islands, le Falkland, Crozet Island.

Le tre Chéradi al contrario delle isole immaginate sull'atlante, apparivano all'orizzonte delimitandolo fino ad escludere - quasi - il mare aperto ed i monti calabri. Il bambino amava questo orizzonte ristretto che quasi gli dava un senso di sicurezza: Mar Grande era un enorme catino con tante navi, mancava però quel senso di immensità che si aveva modo di provare mettendo il naso fuori dalla scogliera che univa Punta Rondinella con San Pietro.

Ma erano proprio le Isole che facevano sognare: la verde San Pietro, la bianca fortificata San Paolo e la brulla San Nicolicchio.....come sarebbe stato bello abitare a San Pietro, giocare nei forti di San Paolo.........

Le palme del lungomare tarantino erano basse e quando non c'erano navi ormeggiate nella rada, le Isole si vedevano così bene ma quanto era odioso il forte sole ed il suo riverbero sul mare che, nei chiari pomeriggi invernali, gli impedivano la vista delle Isole. Amava invece i tramonti autunnali o primaverili: mare, isole e cielo diventavano d'oro rosso, facilitando ancora immagini fantastiche; alla fine restava solo il garrito delle rondini ed il volo dei gabbiani sullo sfondo del mare.

A distanza di cinquant'anni e più, avrebbe capito che tutte quelle fantasie, quei pensieri erano serviti a dare alla sua vita non solo il senso dell'essenzialità ma anche quell'ebbrezza esistenziale propria dell'uomo libero......

Islands and Imagination

... for that child the world began behind the windows of his father’s house and ended at the Chéradi Islands, which look at but never come into contact with each other. Who knows why the child's imagination always had an island as their setting? Perhaps the Chéradi influenced his thought and his horizon, or perhaps the very "finished" concept of an island allowed him to daydream but in a closed dimension, with such clear limits as only an island can have. The child would pour his Imagination on the Islands on what his eyes had seen up to a few minutes before, before opening the atlas and starting to run down his finger and eyes on the routes to reach the strangest and distant islands of the five continents. Imagination would fantasize about the distant Kerguélen, the nearby Zante, Sable Islands, the Falklands, Crozet Island.

The three Chéradi, differently fromthe islands imagined on the atlas, appeared on the horizon, bordering it up to exclude - barely - the open sea and the Calabrian mountains. The child loved this narrow horizon which almost gave him a sense of security: the Great Sea was a huge basin with many ships, but lacked that sense of immensity that you had the opportunity to try putting your nose off the cliff that joined Punta Rondinella and Saint Peter together.

But it was the islands that made you dream: the green Saint Peter, the white fortified Saint Paul and the bleak Saint Nicolicchio ..... how nice would it have been nice to live in Saint Peter, play in the forts of Saint Paul ......

The palms of Taranto’s promenade were low and when there were no ships moored in the harbour, you could see the Islands so well but how hateful the strong sun was and its glare on the sea which, in clear winter afternoons, would hinder the sight of the islands. Instead he loved the autumn or spring sunsets: the sea, the islands and the sky turned into red gold, still facilitating fantastic images; at the end there remained only the swallows’ chirp and the seagulls’ flight on the sea background.

After fifty years and more, he would have figured out that all his imagination, his thoughts had helped him give his life not only the sense of essentiality but also that existential thrill of a free man ......

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